Ritratti non solo pallonari dei paesi che si giocano i mondiali/1
Sudafrica
La notte del 15 maggio 2004, a Zurigo, Nelson Mandela esultava per la vittoria della candidatura sudafricana a ospitare i Mondiali. Sei anni dopo, la nazione che si prepara a stordire i campioni di tutto il mondo con le sue vuvuzela – le trombette usate dai tifosi allo stadio – appare molto diversa.
21 AGO 20

La notte del 15 maggio 2004, a Zurigo, Nelson Mandela esultava per la vittoria della candidatura sudafricana a ospitare i Mondiali. Sei anni dopo, la nazione che si prepara a stordire i campioni di tutto il mondo con le sue vuvuzela – le trombette usate dai tifosi allo stadio – appare molto diversa. Nel 2006 si calcolava che il 34 per cento dei sudafricani avesse vissuto con meno di due dollari al giorno per i quattordici anni precedenti. La replica della stessa indagine, nel 2009, ha visto la percentuale salire a quota 43. E l’aspettativa di vita, dal 1990, è caduta di tredici anni. Quello che qualche anno fa sembrava un investimento ad alto rendimento si sta rivelando un’occasione mancata ancora prima di iniziare, confermando la propensione tutta africana a fare promesse che non si possono mantenere. Il folcloristico Jacob Zuma, presidente dall’aprile dello scorso anno, è in una posizione poco invidiabile: deve convincere la “nazione arcobaleno”, ancora più slavata dopo l’omicidio di Terre’Blanche, che l’entusiasmo di Mandela non è roba d’antiquariato.